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LEA GAROFALO: CONFERMATI QUATTRO ERGASTOLI

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PROCESSO LEA GAROFALO, II GRADO DI GIUDIZIO, I Corte d’Assise d’Appello di Milano, 29 maggio 2013. ERGASTOLI  per Carlo e Vito COSCO (detto ‘Sergio’), Rosario CURCIO e Massimo SABATINO (il falso tecnico della lavatrice, già condannato a Campobasso a sei anni di reclusione con l’aggravante mafiosa). VENTICINQUE  anni di reclusione (attenuanti generiche) al collaboratore Carmine VENTURINO (l’ex fidanzatino di Denise). ASSOLUZIONE  per Giuseppe COSCO (detto ‘Smith’). Isolamento diurno per un anno a Carlo Cosco e otto mesi per Vito Cosco. Risarcimento economico a Denise GAROFALO. Le ultime immagini di Lea in corso Sempione La lettura della sentenza CHI E’ GIUSEPPE COSCO, detto Smith? “Come lo conosco io, un affiliato in tutto e per tutto alla ‘ndrangheta. All’epoca c’era Vincenzo Comberiati, il capo di Petilia Policastro (Crotone), c’era il Castagnino, se non ricordo male c’era pure un certo Curcio. Stiamo parlando di un’organizzazione criminale del tipo ‘...

LEA GAROFALO, DELITTO DI 'NDRANGHETA, III Udienza (12 aprile 2013)

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DELITTO DI 'NDRANGHETA "DOVEVAMO AMMAZZARE ANCHE DENISE, SECONDO CARLO COSCO" III Udienza, Lea Garofalo (12 aprile 2013) I Corte d'Assise d'Appello di Milano PARLA il collaboratore Carmine VENTURINO (l'ex fidanzatino di Denise): "Loro sono una potente famiglia di 'ndrangheta. Carlo Cosco, soprattutto, è un uomo molto pericolo, molto influente, con molte amicizie. Carlo COSCO non decide lui di uccidere Lea Garofalo, questo è un omicidio imposto dalla 'ndrangheta...".  Video tratto dal TgLa7 del 12 aprile 2013 ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ LA FIGLIA DI LEA GAROFALO RICONOSCE I  GIOIELLI DELLA MADRE Nell'udienza per il processo d'appello Denise Cosco identifica gli oggetti ritrovati insieme ad alcune ossa della donna scomparsa nel 2009. Il padre,  che si è attribuito la responsabilità dell'omicidio,  verrà sentito il 16 aprile  A quasi due anni di distanza Denise Cosco torna a seders...

OMICIDIO LEA GAROFALO, parla Carmine Venturino (II Udienza, 11 aprile 2013)

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CASO LEA GAROFALO II UDIENZA, Corte d'Assise d'Appello di Milano PARLA L'EX FIDANZATINO DI DENISE (figlia di Lea), Carmine Venturino IL CORPO BRUCIATO. "Mentre il corpo bruciava, spaccavamo le ossa con una pala". L'ARMA DEL DELITTO, LA CORDA.  ..."le era entrata nella carne e lei aveva molti colpi in faccia, una parte della faccia era schiacciata".  IL CADAVERE. "Aveva dei colpi in faccia, i vestiti strappati sul petto e un laccio verde sul collo con cui era stata strangolata, c'era del sangue, aveva preso molti colpi in faccia, e la corda aveva lacerato la carne". Video tratto da TelenovaMSP

Finalità mafiosa

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Finalità mafiosa 9 luglio 2011 di Paolo De Chiara  (dechiarapaolo@gmail.com) “E’ la prima volta che l’Autorità giudiziaria di Campobasso afferma con una sentenza definitiva l’aggravante di un reato con la finalità mafiosa commesso in Campobasso.  Abbiamo fatto la nostra parte fino in fondo”. E’ soddisfatto il Procuratore della Dda di Campobasso Armando D’Alterio. Il magistrato tenace del caso Siani.  Nella sentenza del 5 maggio scorso si parla chiaramente di “carattere mafioso del movente che spinse il Sabatino”, su mandato di Carlo Cosco (ex convivente di Lea Garofalo ) ad introdursi nell’abitazione della donna a Campobasso. Lea Garofalo andava punita per la sua collaborazione. Era il 5 maggio 2009. L’ex convivente di Carlo Cosco, residente in una casa in affitto in via S. Antonio Abate a Campobasso, (dove viveva con la figlia Denise) riceve la visita di un pluripregiudicato di Pagani (Massimo Sabatino) mandato dal suo ex compagno, il padre di Denise. Il piano era stat...