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L’INCHIESTA. Una discarica abusiva ancora pericolosa?

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MOLISE.  Una strana ‘melma verde’ riaccende i riflettori su una vicenda mai chiarita Venafro, è ancora pericolosa la discarica abusiva? Tutto ruota intorno ad Antonio Moscardino, arrestato nell’Operazione Mosca per traffico di rifiuti tossici di  Paolo De Chiara  - 23 ottobre 2013 da  restoalsud.it Conoscono la zona, hanno notato gli strani traffici, il ‘via vai di mezzi’, soprattutto di notte. Ma non parlano: “tanto è inutile, chi ti ascolta”. L’acqua del posto non la bevono: “è buona, ma preferiamo bere l’acqua confezionata”. Si sentono rassegnati, perdenti. Sconfitti. In quel campo, nella masseria Lucenteforte, nella Bonifica di Venafro, c’è qualcosa di particolare, di strano. Si vede ad occhio nudo. Non sembra un normale terreno agricolo.  Quando piove l’acqua si ferma in superficie e forma dei grossi pantani. Molte chiazze aride, teli di plastica che escono dal sottosuolo. Pezzi di ferro, scarti di ghisa disseminati sull’ampio appezzamento d...

Video FUORI LE MAFIE DAL MOLISE!

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“E’ un argomento che dovete affrontare. E’ un argomento, la presenza delle mafie nella vostra Regione, con cui dovete fare i conti.  Diffidate dalle classi dirigenti che difendono il buon nome della vostra Regione . Che si stracciano le vesti e gridano allo scandalo quando si affrontano tali temi.  Le mafie vanno scoperte non quando ci sono gli omicidi. Le mafie vanno colpite quando riciclano. Quando costruiscono.  Lì le classi dirigenti devono dimostrare la loro maturità, in quel momento devono dimostrare di voler realmente bene al proprio territorio”  …  “Adesso ci si straccia le vesti, si scopre che il clan più potente della camorra oggi, che è quello dei casalesi, era qui. E certamente non erano qui solo per villeggiare, per godersi le vostre stupende bellezze naturali.  Erano qui per trafficare. A mio avviso per riciclare. Per investire.  Perché il clan dei casalesi è uno dei clan non solo più potenti sul piano militare, della violenza, ma è uno ...

Eldorado Molise. Il pericoloso depuratore consortile

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Dopo le autorizzazioni, la gestione, il traffico di rifiuti pericolosi, le irregolarità, le ispezioni dell’Arpa Molise e dei carabinieri, le interrogazioni parlamentari e regionali, la revoca delle autorizzazioni, la messa in liquidazione e il fallimento della società di gestione (la Carpino Ecologia a r.l.) rimangono ancora troppi punti oscuri. di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com) Un tanfo incredibile. Una puzza insopportabile . Intorno al depuratore consortile, che inizialmente doveva “servire” solo tre Comuni della provincia di Isernia (Carpinone, Pesche e Pettoranello di Molise), ci sono anche diverse abitazioni. Dal 2002, anno di nascita della struttura pericolosamente abbandonata, restano ancora diversi interrogativi. Dopo le autorizzazioni, la gestione, il traffico di rifiuti pericolosi, le irregolarità, le ispezioni dell’Arpa Molise e dei carabinieri, le interrogazioni parlamentari e regionali, la revoca delle autorizzazioni, la messa in liquidazione e il fallimento del...