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Intimidazioni mafiose in Molise

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di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com) “Per troppi anni il Molise ha sottovalutato la possibilità di infiltrazioni mafiose. Le mafie sono arrivate. La ‘ndrangheta, la sacra corona unita, la cosiddetta “società foggiana” che è quella realtà pugliese che ha una sua consistenza, la camorra”. Sono arrivate nel silenzio generale. In questa Regione non si è mai aperto un tavolo serio per affrontare la drammatica questione. Il pericolo delle infiltrazioni è stato sempre messo da parte. E le mafie continuano a fare i loro affari. Quelli sporchi. Che puzzano. Continuano a esserci strane presenze. Proprio qualche giorno fa a Venafro è stato prelevato e arrestato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta Pasquale Pagano (classe 1970, da San Cipriano d’Aversa). Il “bambinone”. Un affiliato del gruppo Iovine. Clan dei casalesi. Accusato di associazione per delinquere di tipo camorristico e di concorso in detenzione illegale di armi da fuoco. Era domiciliato, con obbligo di fir...

CARTA CANTA, giugno 2011 [2] - IL SENSO DI RESPONSABILITA'

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Il senso di responsabilità di Paolo De Chiara ( dechiarapaolo@gmail.com ) “… ritengo che il senso civico imponga a chiunque amministri di avere profondo senso di responsabilità”. Raffaele Mauro, consigliere regionale, seduta consiglio regionale, 23 novembre 2010 “Saviano è l’unica persona che ha scritto un libro, in un italiano molto discutibile, su argomenti molto discutibili, perché ho lavorato in Campania e conosco benissimo quegli ambienti, ed è l’unico che praticamente è diventato un eroe, ha costruito la sua fortuna economica e oggi in Consiglio regionale devo sentire evocare l’autorità di Saviano. Sapete quante altre persone sono morte per mano della camorra e non hanno avuto mai una scorta? Sapete quanto prendono di pensione le mogli e i figli dei poliziotti che sono caduti sotto i colpi della camorra? Quanti di questi hanno avuto o hanno la possibilità di andare in televisione, di fare conferenze e guadagnare centinaia e centinaia di migliaia di euro”. Raffaele Mauro, c...

Stringiamoci Tutti intorno a Michele Mignogna

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di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com) Dobbiamo TUTTI stringerci intorno al bravo giornalista molisano Michele Mignogna. Questa battaglia di Legalità e, quindi di Democrazia, riguarda tutti noi. Non si può più far finta di non vedere. Di non sentire. E’ giunto il momento di agire. Questi vigliacchi personaggi devono sapere che di fronte a loro hanno un esercito di persone Oneste. Di persone Perbene. Che non permettono più certi episodi. Schifosi e deplorevoli. Una testa di capretto, un chiaro segnale mafioso, è stata “recapitata” a Michele Mignogna. Al mio amico. All’ottimo giornalista che in Molise fa il proprio dovere. Tutti dovremmo seguire il suo esempio. Il Molise ha bisogno di una scossa di dignità. Da quanti anni si denunciano presenze pericolose. Quanti episodi sono stati raccontati. Quanti personaggi importanti hanno indicato la presenza delle mafie. Quante volte è stato lanciato l’allarme. Le mafie ci sono e fanno affari. Esiste una “mentalità mafiosissima” che danneg...

CARTA CANTA, maggio 2011 (2) - MOLISE, L’ELDORADO DELLE MAFIE

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MOLISE, L’ELDORADO DELLE MAFIE di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com) “Questa regione non è l’«Eldorado» delle mafie, non è il luogo in cui possono essere realizzate impunemente impianti impattanti, discariche incontrollate o altri tipi di iniziative che sono in grado di danneggiare i cittadini o il territorio in cui vivono”. Michele Iorio, presidente Regione Molise, 24 novembre 2010 “Il nostro è un popolo di timorati di Dio, lontano dal disprezzo delle regole e legato agli uomini della sicurezza pubblica da rispetto, affetto e riconoscenza. … Questa terra ha bisogno di certezze, di speranza, di valorizzare vocazioni e peculiarità, di dare spazio ai talenti che ha, non di avvitarsi, vergognandosi, su mali che non ha”. Gianfranco Vitagliano, Assessore Regionale alla Programmazione, 13 luglio 2009 “…Moccia (Francesco, ndr) doverosamente segnalato dalla Guardia di Finanza di Termoli come legato da stretti legami familiari e di affari con Angelo Marrazzo coinvolto in vicende g...

Informatizzare la giustizia

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In attesa della visita del Ministro Brunetta il presidente del Tribunale di Isernia non si sbilancia.  (di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com) “In un clima così acceso, certamente stupido e inopportuno, sarebbe gettare benzina sul fuoco . Questo in un contesto nel quale io sono di quei magistrati che ritiene che il magistrato deve fare il magistrato. Non può fare l’opinionista”. Con questa avvertenza è iniziata l’intervista al Presidente del Tribunale di Isernia Guido Chionni. Con il magistrato non c’è stato verso di affrontare la “riforma” della Giustizia (“Del processo breve non voglio parlare”). Su questo argomento Chionni si è dimostrato intransigente. E, allora, abbiamo analizzato i problemi della giustizia, gli attacchi quotidiani che la magistratura subisce dalla classe politica e l’informatizzazione annunciata dal ministro Brunetta. Che nei prossimi giorni farà visita al Tribunale del capoluogo pentro. Ma questa “riforma” risolve i problemi della giustizia? Cosa de...

Mio marito Gheorghe è morto come un cane

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Nel 20 08 il bracciante rumeno aveva 35 anni. Dopo tre anni sua moglie chiede giustizia. di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com) “Chiedo giustizia per la morte di mio marito. Sono passati tre anni e ancora è tutto fermo. Voglio conoscere la verità processuale, i responsabili devono essere individuati. Gheorghe è stato lasciato morire come un cane”. Con queste parole Maria, la moglie del giovane rumeno morto di lavoro in Molise, è intervenuta alla manifestazione organizzata per commemorare il bracciante agricolo. Che il 29 luglio del 2008, a soli 35 anni, trovò la morte nei campi di lavoro di Nuova Cliternia. Una piccola frazione di Campomarino.  In Molise. Dove il lavoro nero è pratica quotidiana. Soprattutto in quei territori, dove esiste un’alta percentuale di caporalato.  Nel rapporto Istat del 2010 (Noi Italiani. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo) si legge: “la quota di lavoro irregolare del Mezzogiorno è più che doppia rispetto a quella delle due ...